Dal 2019 One Ocean Foundation è impegnata nella protezione del Canyon di Caprera, che ospita il più esteso sistema di canyon sottomarini della Sardegna nord-orientale, nel Mar Tirreno centrale.
L’obiettivo del progetto è raccogliere evidenze scientifiche per promuovere misure di conservazione efficaci, come l’istituzione di una Area di Restrizione alla Pesca (FRA) e di un’Area Marina Protetta (AMP).
Per raggiungere questo traguardo, la Fondazione collabora con istituzioni di ricerca, università internazionali e associazioni locali, al fine di raccogliere dati fondamentali sull’ecologia dell’area e sulla distribuzione dei cetacei, indicatori chiave della salute degli ecosistemi marini.
Perché è importante
- Il Canyon di Caprera è un hotspot di biodiversità e un crocevia strategico nel Mar Tirreno.
- Nonostante la vicinanza ad altre aree protette, il Canyon non gode al momento di alcuna forma di tutela, e la sua biodiversità è a rischio.
- L’area è sempre più minacciata da attività antropiche come traffico marittimo e pesca.
2026 avanzamento e risultati
La nostra spedizione del 2026 ha segnato un traguardo importante: abbiamo completato le ultime 4 delle 11 missioni ROV con il sottomarino Multipluto, esplorando l’ultima sezione ancora inesplorata del Canyon di Caprera, tra i 300 e i 500 metri di profondità.
I risultati hanno superato le nostre aspettative.
Abbiamo documentato due nuove specie: osservato rigogliose barriere di coralli bianchi dominate da Madrepora oculata e identificato estesi fondali fangosi popolati dalla pennatula Funicolina quadrangularis, che ospitano un’eccezionale varietà di comunità bentoniche, tra cui scampi e gamberi rosa di profondità. Questo ambiente ricco e diversificato conferma il Canyon di Caprera come uno dei più importanti hotspot di biodiversità del Mediterraneo. Ora che il canyon è stato esplorato a profondità comprese tra 130 e 1.050 metri, è diventato uno degli habitat di profondità più studiati della regione.
La continua ricerca scientifica è più importante che mai.
Accanto a questa straordinaria biodiversità, la nostra spedizione ha anche rilevato lenze da pesca abbandonate e altri rifiuti marini dispersi sul fondale, dimostrando che persino questi ecosistemi profondi e remoti sono sempre più colpiti dalle attività umane. Queste scoperte sottolineano perché la ricerca scientifica continua sia oggi più importante che mai: solo comprendendo questi habitat fragili possiamo sviluppare misure efficaci per proteggerli e garantire che la loro straordinaria biodiversità venga preservata per le generazioni future.
Obiettivi
L’obiettivo principale del progetto è raccogliere solide conoscenze scientifiche a supporto della protezione del Canyon di Caprera, con l’ambizione di ottenerne il riconoscimento come Important Marine Mammal Area (IMMA) e Fisheries Restricted Area (FRA), aprendo la strada alla sua designazione come Area Marina Protetta (AMP), aprendo la strada alla sua designazione come Area Marina Protetta (AMP).
Grazie ad anni di ricerca e attività di sensibilizzazione, il Canyon di Caprera è stato ufficialmente nominato Hope Spot®, un riconoscimento conferito dall’iniziativa Mission Blue dell’oceanografa Sylvia Earle. Oggi, il Canyon di Caprera entra a far parte della rete globale di oltre 140 Hope Spots® ed è il secondo in acque italiane, dopo le Isole Eolie.
Attività di ricerca
Monitoraggio visivo
Attività di foto-identificazione e rilievi visivi, sia in superficie che sott’acqua tramite veicoli a comando remoto (ROV), per monitorare la presenza, la distribuzione e l’habitat da parte dei mammiferi marini e degli ecosistemi profondi vulnerabili.
Monitoraggio acustico
Monitoraggio della distribuzione spazio-temporale dei cetacei che si immergono in profondità e di altre specie chiave, per comprendere meglio la dinamica degli ecosistemi e l’uso degli habitat.
Analisi molecolari
Valutazione della biodiversità del canyon attraverso la raccolta e l’analisi di DNA ambientale (eDNA), considerando sia le specie presenti sia la composizione degli habitat.
Eco- tossicologia
Valutazione di inquinanti e metalli traccia negli organismi marini per determinare i livelli di contaminazione e i potenziali impatti sulla biodiversità del canyon.
Risultati
240
uscite in mare
11.7K
individui registrati
40
campioni di eDNA raccolti
40
campioni di zooplancton raccolti
16
classi di inquinanti analizzate
1.1K
ore di registrazioni acustiche
11
immersioni con ROV
Le immersioni ROV condotte tra 200 m e >1.000 m di profondità ci hanno permesso di osservare 16 specie bentoniche di acque profonde, rilevare linearmente 2,6 km di fondale marino e di finalizzare 11 ore e 40 minuti di riprese video in acque profonde utili.
Specie marine avvistate nel Canyon di Caprera (@LucaBittau, SEAME)
























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