
Siamo lieti di annunciare la pubblicazione del dell’articolo scientifico, “Building equitable and nature-positive blue natural capital markets”, su Cell Reports Sustainability, a cui One Ocean Foundation ha contribuito. Il paper esplora come i mercati del capitale naturale blu possano essere sviluppati come strumenti credibili, inclusivi ed efficaci a supporto della conservazione dell’oceano e dello sviluppo sostenibile.
Dal dialogo all’azione
La pubblicazione si basa sui risultati di una tavola rotonda di alto livello organizzata da One Ocean Foundation nel giugno 2024 presso SDA Bocconi School of Management. L’evento ha riunito esperti di scienza, finanza, organizzazioni internazionali e policy maker per co-sviluppare una roadmap condivisa per la creazione di un robusto Blue Natural Capital Market.
Attraverso un dialogo interdisciplinare, i partecipanti hanno identificato le condizioni chiave, i modelli di governance e i fattori abilitanti necessari per passare dalla teoria all’implementazione concreta.
Perché il capitale naturale blu è fondamentale
Il paper evidenzia il ruolo essenziale del capitale naturale blu — gli ecosistemi marini e costieri che sostengono la salute del pianeta e il benessere umano. Mangrovie, praterie di fanerogame marine, paludi salmastre e barriere coralline forniscono servizi fondamentali come la cattura del carbonio, la protezione delle coste, il supporto alla pesca, la biodiversità, il valore culturale e i mezzi di sussistenza delle comunità locali. Nonostante ciò, questi benefici restano in gran parte sottovalutati dai mercati e insufficientemente tutelati dalle politiche.
Il paper esplora come i mercati del capitale naturale blu possano contribuire a colmare questo divario, creando incentivi per la protezione e il ripristino degli ecosistemi marini e generando al contempo benefici ambientali misurabili e sviluppo economico sostenibile e inclusivo.
Una visione condivisa per il futuro
Il messaggio centrale è chiaro: il capitale privato può contribuire in modo decisivo a colmare il gap globale di finanziamento per la natura, pari a circa 1 trilione di dollari l’anno — ma solo se i mercati sono progettati in modo corretto.
Questo significa riconoscere il valore dei servizi ecosistemici, non solo della natura in sé; garantire che i Popoli Indigeni e le Comunità Locali siano partecipanti attivi e beneficiari; adottare metriche solide e scientifiche che includano carbonio, biodiversità e impatti sociali, culturali e di benessere; e rafforzare le politiche pubbliche, la regolamentazione e il coordinamento internazionale per garantire mercati trasparenti, equi e scalabili.

