
19 Marzo - Il mare come motore di sviluppo sostenibile, innovazione e occupazione. È questo il filo conduttore della giornata che si è svolta a Lecce, dove One Ocean Foundation, insieme all’Università del Salento e con il patrocinio della Prefettura, ha promosso due appuntamenti dedicati alla Blue Economy: One Ocean Summit Young e Blue Economy Summit. L’iniziativa si è svolta con la partecipazione di Intesa Sanpaolo e Allianz.
L’iniziativa ha riunito studenti, ricercatori, imprese, istituzioni e rappresentanti delle forze dell’ordine, creando un dialogo trasversale sul ruolo strategico del mare per il futuro del Mediterraneo e, in particolare, del Sud Italia.
Giovani e nuove competenze al centro
Ad aprire la giornata è stato One Ocean Summit Young, ospitato al Teatro Apollo e moderato dall’attore Leonardo Venturi. L’evento ha coinvolto studenti delle scuole superiori, sottolineando come il mare non sia solo un ecosistema da proteggere, ma anche un sistema economico complesso capace di generare nuove professionalità.
Tra i contributi istituzionali, il Presidente di One Ocean Foundation Riccardo Bonadeo e il Prefetto Natalino Manno hanno evidenziato il valore strategico della Blue Economy. Il Prorettore vicario Salvatore Rizzello ha ribadito il ruolo dell’università nella formazione delle competenze del futuro, mentre il biologo Stefano Piraino ha illustrato le opportunità emergenti legate alle risorse marine.
Il climatologo Gianandrea Mannarini (CMCC) ha portato dati concreti sugli effetti del cambiamento climatico nel Salento, mentre Manlio De Silvio (SDA Bocconi School of Management) ha inquadrato la Blue Economy come uno dei trend globali più rilevanti.
Spazio anche a testimonianze ispirazionali e imprenditoriali: l’atleta paralimpico Daniele Cassioli ha condiviso un racconto di resilienza, mentre le esperienze di Salvatore Modeo (The Qube) e Carlotta Santolini (Blueat) hanno mostrato come innovazione e sostenibilità possano trasformare criticità ambientali in opportunità di business. A chiudere, la biologa Francesca Santacesaria ha richiamato l’importanza della tutela della biodiversità come asset economico oltre che ambientale.
Imprese, istituzioni e ricerca per la crescita del Sud
Nel pomeriggio, il Blue Economy Summit ha spostato il confronto su un piano più istituzionale e industriale presso il complesso Ecotekne, Università del Salento. Moderato dalla giornalista Maristella Massari, l’incontro ha visto la partecipazione di rappresentanti di istituzioni e imprese, tra cui Intesa Sanpaolo e Allianz Italia.
In apertura, Elisa Zambito Marsala ha evidenziato come la Blue Economy rappresenti un driver di crescita per il Paese, a condizione di investire in competenze, ricerca e partnership pubblico-private. A seguire, Jan Pachner ha dialogato con Giacomo Campora sull’integrazione della sostenibilità nelle strategie aziendali.
Il contributo scientifico di Ivan Federico ha offerto un quadro aggiornato sullo stato degli ecosistemi costieri, mentre Luigi Musco ha presentato il National Biodiversity Future Center.
La tavola rotonda ha riunito rappresentanti del mondo imprenditoriale e istituzionale per discutere di sviluppo del Mezzogiorno, tra cui Alessandro Panaro, il Generale Armando Franza e il Capitano di Vascello Pierpaolo Pallotti.
Un focus specifico è stato infine dedicato al tema delle concessioni demaniali marittime, con l’intervento di Antonio Pasca, che ha approfondito il delicato equilibrio tra regolazione, concorrenza e sviluppo sostenibile.
Il Mediterraneo come laboratorio di futuro
La giornata ha confermato Lecce come crocevia strategico nel percorso di One Ocean Foundation: un territorio simbolo del Mediterraneo che si afferma come laboratorio di idee, dati scientifici e progettualità concreta.
Dal Salento emerge un messaggio chiaro: il mare non è solo una priorità ambientale, ma una vera politica industriale e una leva occupazionale. Una sfida che riguarda le nuove generazioni e in cui il Sud Italia può giocare un ruolo da protagonista.
