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Il primo 'living lab' in assoluto d'Italia sta aiutando i biologi marini ad affrontare il cambiamento climatico

Pubblicato 15 novembre 2021
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Il Mediterraneo rappresenta 0,7% della superficie oceanica globale ed è un bacino semi-chiuso con la sua unica connessione all'Atlantico attraverso lo Stretto di Gibilterra, che conferisce alle sue acque caratteristiche uniche. I biologi marini temono che il Mediterraneo stia diventando più caldo e più acido, il che influirebbe sull'habitat di molte specie autoctone e porterebbe anche a eventi meteorologici estremi, che infatti stanno diventando più frequenti in paesi come Italia, Grecia, Spagna e Francia.

I ricercatori dell'Agenzia Nazionale Italiana per le Nuove Tecnologie, l'Energia e lo Sviluppo Economico Sostenibile (ENEA) e del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) hanno elaborato modelli destinati a prevedere fenomeni meteorologici estremi sulle coste – come il tornado mediterraneo – e sulla terra causati dagli effetti dimareriscaldamento sugli strati inferiori dell'atmosfera.

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